Tragedia sul Monte Tiarfin: un giovane scialpinista perde la vita a 29 anni a causa di una valanga in Friuli

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Questa narrazione ripercorre la sfortunata vicenda di Carlo Notari, un giovane scialpinista la cui vita è stata tragicamente interrotta da una valanga sul Monte Tiarfin. Attraverso una cronaca dettagliata, esploriamo le dinamiche dell'incidente, gli sforzi disperati del compagno e l'intervento tempestivo ma vano delle squadre di soccorso. Un tributo alla memoria di un uomo valoroso e un monito sui pericoli della montagna.

Un destino crudele: la montagna spezza una giovane vita

L'incidente fatale e il profilo della vittima

La montagna, con la sua maestosa bellezza, può celare pericoli inaspettati. È il caso del giovane Carlo Notari, un uomo di 29 anni, residente a Trieste e membro stimato dei Vigili del Fuoco, che ha trovato la morte sul Monte Tiarfin, al confine tra Friuli e Veneto. Durante un'escursione di scialpinismo, in un giorno che avrebbe dovuto essere all'insegna della passione per la natura, Carlo è stato travolto da una valanga, lasciando dietro di sé un'intera comunità attonita e addolorata.

La dinamica del distacco e il tentativo di salvataggio

L'evento si è verificato a circa 1800 metri di altitudine, su un versante settentrionale del Monte Tiarfin, in prossimità di Casera Tragonia. Secondo le prime ricostruzioni, Carlo Notari avrebbe involontariamente causato il distacco della valanga mentre percorreva un traverso particolarmente insidioso. Il suo compagno di escursione, che si trovava in una posizione più sicura e defilata, ha assistito impotente alla scena. Con prontezza, ha immediatamente allertato i soccorsi e, utilizzando l'ARTVA, lo strumento di ricerca per vittime da valanga di cui anche Carlo era dotato, ha tentato disperatamente di localizzare l'amico sotto la neve, in attesa dell'arrivo delle squadre di salvataggio.

L'arrivo dei soccorsi e la scoperta del corpo

Una task force imponente, composta da circa cinquanta soccorritori provenienti dalle stazioni del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia (Forni Avoltri e Forni di Sopra) e del Veneto, si è mobilitata con rapidità. Nonostante l'immediatezza dell'intervento e l'impiego di sonde, tre unità cinofile, soccorritori dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza, supportati dagli elicotteri della Protezione Civile e dell'elisoccorso regionale, il ritrovamento del corpo di Carlo è avvenuto solo quattro ore dopo l'incidente, intorno alle 18. Il giovane era sepolto sotto un metro e mezzo di neve. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. I primi accertamenti hanno rivelato che il decesso non è stato causato dall'ipotermia, bensì dai gravi traumi subiti a seguito dell'impatto con la massa nevosa.

Le cause della valanga e le condizioni della neve

Le informazioni diffuse dal CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) hanno chiarito che il distacco della valanga ha coinvolto uno strato di neve di circa 80 centimetri di altezza. Questo strato corrispondeva alle ultime nevicate che avevano interessato la zona, rendendo il manto nevoso particolarmente instabile e predisposto a distacchi improvvisi, soprattutto su pendii ripidi e in condizioni di temperatura non ottimali. La tragedia di Carlo Notari serve da doloroso monito sui rischi intrinseci delle attività in montagna, soprattutto in presenza di condizioni meteorologiche e nivologiche precarie.

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