L'esposizione "Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte" a Palazzo Boncompagni, in scena dal 3 febbraio al 3 giugno, non è una semplice retrospettiva, ma un vero e proprio laboratorio culturale. Curata da Silvia Evangelisti, la mostra esplora oltre sei decenni dell'impegno artistico di Pistoletto, uno dei nomi più influenti dell'arte contemporanea internazionale. L'obiettivo principale è mettere in luce la sua visione dell'arte non solo come espressione estetica, ma come potente veicolo di trasformazione sociale e politica. La curatrice evidenzia come l'artista abbia costantemente cercato di connettere l'individuo alla collettività attraverso le sue opere, ridefinendo i confini dell'azione artistica e portandola nel cuore del dibattito pubblico.
Un punto focale dell'esposizione è il ritorno a Bologna, dopo due decenni, del celebre "Tavolo Love Difference", posizionato nella suggestiva Sala delle Udienze Papali. Questo elemento iconico, creato nel 2002, è il fulcro del movimento artistico omonimo, fondato da Pistoletto per promuovere il dialogo intermediterraneo. Il tavolo a forma di bacino del Mediterraneo, circondato da sedie provenienti dai diversi Paesi che si affacciano su di esso, diventa un simbolo tangibile di confronto e inclusione. Intorno a questa installazione si sviluppa un ricco Public Program, ideato da Chiara Belliti, con "Conversazioni intorno al tavolo Love Difference", una serie di incontri pubblici che approfondiscono tematiche contemporanee come l'arte, la spiritualità, l'etica, la politica, l'intelligenza artificiale e la moda sostenibile. Il percorso espositivo include anche opere storiche come "Il presente. Autoritratto in camicia", precursori dei celebri quadri specchianti, e documenti significativi che testimoniano il passaggio dall'atelier privato alla produzione collettiva, come il "Manifesto dell'apertura dello studio alla collaborazione creativa" del 1976. Inoltre, trovano spazio opere appartenenti alla serie "Oggetti in meno" e quelle dedicate alle diverse tradizioni religiose, culminando con "Il Mappamondo", che introduce una prospettiva globale sulla ricerca artistica.
Nelle sale della Boncompagnina, i visitatori possono scoprire, attraverso materiali d'archivio, video e un modello in scala, la genesi di Cittadellarte, fondata da Pistoletto nel 1994. Questo laboratorio permanente è stato concepito per creare un'interazione dinamica tra arte, economia, politica, istruzione e ambiente, dando vita al progetto Statodellarte, un modello operativo basato sulla "Demopraxia" che coinvolge diverse sfere della società. L'esposizione giunge al suo culmine con il "Terzo Paradiso", un simbolo composto da tre cerchi che incarna l'armonia tra natura e artificio, e la ricerca di un equilibrio sostenibile. Paolo Naldini, direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte, descrive lo Statodellarte come "un'opera collettiva in costante evoluzione e una nuova forma di organizzazione civico-politica", un modello aperto che pone l'arte al servizio della responsabilità condivisa, della sostenibilità e della convivenza pacifica, promuovendo un futuro più equo e consapevole per tutti.