L'Influenza Aviaria nei Felini Domestici: Una Panoramica Completa

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L'influenza aviaria, un'affezione virale che sta destando crescenti preoccupazioni nel mondo veterinario, si manifesta nei gatti domestici con un'elevata percentuale di esiti fatali, colpendo in particolare le vie respiratorie e l'apparato digerente. A partire dal 2023, si è registrato un incremento allarmante dei casi in questi animali, evidenziando una diffusione del virus che va oltre le specie aviarie originarie. Comprendere le cause, le modalità di trasmissione, i sintomi e le strategie preventive è cruciale per proteggere i nostri amici felini e, indirettamente, la salute pubblica.

Originariamente, l'influenza aviaria era un'infezione circoscritta agli uccelli acquatici. Tuttavia, negli ultimi anni, il virus ha mostrato una notevole capacità di adattamento, estendendosi a una varietà di altre specie aviarie, inclusi quelle di rilevanza commerciale, e a diversi mammiferi, tra cui bovini, gatti domestici e selvatici, roditori e persino l'essere umano. Questa evoluzione del virus, che gli esperti attribuiscono a mutazioni genetiche, ha reso la malattia una minaccia più ampia e complessa.

La principale causa di influenza aviaria nei gatti è il virus dell'influenza A, in particolare il sottotipo H5N1. Occasionalmente, anche il sottotipo H7N2 può essere responsabile di questa infezione nei felini. La maggior parte dei gatti contrae la malattia consumando carni crude di uccelli selvatici o topi infetti, catturati durante la caccia. Altre vie di contagio includono l'ingestione di carne cruda di pollame infetto, il contatto con feci o secrezioni di volatili malati, l'assunzione di acqua contaminata o latte vaccino crudo infetto (come osservato negli Stati Uniti) e il contatto con attrezzature o superfici contaminate. È importante sottolineare che alcune modalità di trasmissione richiedono ulteriori studi per una piena comprensione.

Il periodo di incubazione dell'influenza aviaria nei gatti è di solito di 2-3 giorni. I sintomi comuni includono febbre, letargia, dispnea (difficoltà respiratorie), perdita di appetito e svogliatezza. Nei casi più gravi, possono manifestarsi sintomi neurologici come atassia e convulsioni, ittero, congestione renale e polmonare, edema, polmonite, congestione cerebrale, congiuntivite e, raramente, emorragia intestinale. La malattia può anche essere asintomatica in presenza di una carica virale lieve. La distinzione dall'influenza felina, causata da altri patogeni come il calicivirus o l'herpes felino, è fondamentale, poiché per l'influenza aviaria non esiste ancora un vaccino specifico.

La diagnosi si avvale di tamponi orofaringei, nasali e/o rettali, oltre all'analisi di campioni fecali in laboratorio. Negli animali deceduti, l'esame dei linfonodi polmonari e mediastinici può fornire indicazioni preziose. In caso di positività, è obbligatorio informare le autorità veterinarie locali. Attualmente, non esiste una terapia specifica per l'influenza aviaria nei gatti; il trattamento è sintomatico e mira a supportare l'animale. I gatti infetti devono essere isolati rigorosamente per prevenire ulteriori contagi. Purtroppo, il tasso di mortalità supera il 50%, rendendo la prevenzione di primaria importanza.

Le misure preventive sono cruciali in assenza di un vaccino. Si consiglia di evitare che i gatti entrino in contatto diretto con uccelli selvatici, feci di uccelli o superfici e fonti d'acqua potenzialmente contaminate. Dopo aver frequentato aree a rischio, è bene pulire le scarpe e tenerle lontane dal gatto. Mantenere un elevato standard igienico nella preparazione del cibo per gatti e evitare di nutrirli con pollame crudo, specialmente in zone dove sono stati segnalati casi, sono pratiche essenziali. Rimanere aggiornati sulla diffusione dell'influenza aviaria nella propria area è altrettanto importante. L'Italia ha registrato un caso eccezionale di un gatto positivo all'influenza aviaria nel gennaio 2025, legato al contatto con un allevamento di pollame infetto. Sebbene i rischi per i gatti domestici e per l'uomo siano considerati minimi in Italia, l'attenzione e la vigilanza rimangono alte, con centri di controllo in altri paesi che raccomandano maggiori test per monitorare l'aumento dei casi, seppur contenuti.

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