La serie televisiva "La Preside", che ha catturato l'attenzione di milioni di spettatori, si conclude con un episodio finale che promette di essere indimenticabile, carico di rivelazioni e svolte inaspettate. La protagonista, Eugenia Liguori, interpretata magistralmente da Luisa Ranieri, ha dimostrato una resilienza straordinaria nel suo ruolo di dirigente scolastica, affrontando un anno accademico denso di pericoli e sfide. Questa figura ispiratrice, basata sulla storia vera di Eugenia Carfora, ha trasformato la scuola in un baluardo di legalità e speranza, lottando contro la criminalità organizzata e dedicandosi al salvataggio dei giovani da un destino precario. L'ultima puntata metterà in luce il costo personale di questa battaglia, mostrando come la determinazione possa trionfare nonostante gli ostacoli.
Nell'episodio intitolato "Apri i tuoi Occhi", Eugenia persegue con fermezza il suo obiettivo di riattivare il settore alberghiero dell'istituto, un passo significativo per offrire nuove opportunità ai suoi studenti. La sua audacia la spinge a denunciare pubblicamente, in un'intervista televisiva, le collusioni tra le istituzioni locali e il mondo criminale, evidenziando il suo coraggio e la sua integrità. Parallelamente, si assiste alla liberazione dei gemelli di Caivano dall'influenza paterna, grazie all'intervento risolutivo della preside, che offre loro una via d'uscita da una situazione difficile. Tuttavia, non tutte le battaglie sono semplici: la storia di Margherita, la figlia del custode, rappresenta una sfida emotiva per Eugenia. Nonostante i tentativi di Vittorio di riavvicinarsi a lei, Margherita si è allontanata dalla scuola e dalla sua passione per la scrittura. La preside deve anche confrontarsi con la crisi del figlio Andrea, coinvolto in situazioni problematiche. La tensione culmina con la notizia di un arresto eccellente, che rivela un tradimento sconvolgente e lascia Eugenia profondamente turbata.
Il culmine della serie arriva nell'ottavo e ultimo episodio, dove le verità a lungo celate vengono finalmente alla luce. Eugenia scopre il coinvolgimento del maresciallo Corsi con la criminalità locale, una rivelazione che scuote le sue certezze e la mette di fronte alla dura realtà del tradimento. Nonostante il dolore, la preside trova la forza di inaugurare il suo alberghiero, un simbolo di riscatto e di un futuro migliore. Nel frattempo, la storia d'amore tra Nicola e Lucia prosegue contro il volere delle loro famiglie. Nicola viene arrestato, ma Eugenia non lo abbandona, sostenendolo durante l'esame che dovrà affrontare da detenuto, fedele alla sua missione di non perdere mai la speranza per nessun ragazzo. Un'altra vittoria significativa è il ritorno a scuola di Marita, che ha denunciato il suo fidanzato violento, dimostrando come la preside riesca a strappare i giovani dalla violenza e a restituirli alla vita. L'anno scolastico si conclude, ma per Eugenia, questa non è la fine, bensì l'inizio di nuove sfide e battaglie. Vittorio, di fronte a tutti questi eventi, è chiamato a prendere una decisione difficile, segnando un punto di svolta anche per il suo percorso personale.
Luisa Ranieri ha espresso il suo profondo apprezzamento per il personaggio di Eugenia Liguori, sottolineando la sua straordinaria energia, il suo forte senso della legalità e la sua capacità di relazionarsi con gli studenti come una madre. Ranieri ha condiviso l'esperienza di visitare l'Istituto Morano di Caivano, rimanendo colpita dalla sua trasformazione in un luogo moderno ed efficiente, ricco di messaggi motivazionali e corsi pomeridiani. Queste iniziative mirano a coltivare le passioni dei ragazzi e a proteggerli dalle influenze negative esterne. La visione della Ranieri sul sistema scolastico attuale evidenzia una necessità di maggiore modernizzazione, suggerendo l'introduzione di argomenti più attuali e di un'educazione sessuale, ritenendo che la prevenzione della violenza, in particolare quella sulle donne, debba iniziare proprio tra i banchi di scuola. La preside, in questo contesto, emerge non solo come una figura educativa, ma come un pilastro di supporto fondamentale per gli adolescenti in difficoltà, incarnando la speranza di un cambiamento positivo.