La primavera trasforma il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna in uno spettacolo di colori e profumi. Questo scrigno di biodiversità, situato tra Toscana ed Emilia-Romagna, invita all'esplorazione attraverso una serie di sentieri ben curati. L'articolo propone quattro itinerari distinti, ognuno con le sue peculiarità, che promettono di regalare esperienze indimenticabili agli amanti della natura e della storia, tra panorami mozzafiato, boschi secolari e borghi ricchi di fascino.
Uno degli itinerari più affascinanti è l'anello del Monte Falterona, che parte dalla Fonte del Borbotto. Questo percorso, interamente all'interno del Parco, conduce gli escursionisti attraverso una faggeta lussureggiante fino alle vette del Monte Falterona (1.654 m) e del Monte Falco (1.658 m), il punto più alto del tragitto. Da qui, un "terrazzo naturale" offre una vista spettacolare che spazia dalle Balze delle Rondinaie alla Romagna e al Mugello. Il percorso ad anello si snoda poi verso i Fangacci, passando per il Rifugio La Capanna e il Rifugio Le Fontanelle, per poi rientrare al punto di partenza attraverso il suggestivo Sentiero degli Alpini e il Passo di Piancancelli, regalando un'immersione totale nella natura più selvaggia.
Un'altra proposta è il cammino che connette Abbadia San Salvatore a Piancastagnaio, due borghi che narrano storie secolari. Abbadia San Salvatore, con la sua abbazia benedettina fondata nel 743 dal re longobardo Rachis, e Piancastagnaio, le cui origini risalgono all'VIII secolo, offrono un viaggio nel tempo. Il sentiero di circa 6 km alterna tratti asfaltati, sterrati e boschivi, immergendosi in castagneti che garantiscono una piacevole ombra. Attraverso vie storiche, un piccolo lago e scorci panoramici, si arriva a Piancastagnaio, dove una visita al borgo medievale è d'obbligo. Questo paese, adagiato sulle pendici del Monte Amiata, domina la valle del Paglia e la via Cassia, testimoniando un passato ricco di vicende politiche e culturali.
Il Monte Tiravento, come suggerisce il nome, è noto per la sua esposizione alle intemperie e offre un trekking che combina panorami aperti e l'ombra di fitti boschi. Situato nella Romagna forlivese, l'escursione dal ponte sul fiume Rabbi a Premilcuore segue il sentiero CAI 313, ascendendo tra la vegetazione fino a raggiungere crinali panoramici. Si incontrano i ruderi di antiche case coloniche, ormai inghiottite dalla natura, e si raggiunge la vetta del Monte Arsiccio. La discesa rivela insediamenti rurali abbandonati, come Ca’ Vivaio e Ca’ Ponte Nuovo, quest'ultimo caratterizzato da un ponte a schiena d'asino sul Rabbi, prima di fare ritorno a Premilcuore, concludendo un'esperienza che unisce fatica fisica e profonda riflessione storica.
Infine, l'anello che da Ridracoli porta al Rifugio Cà di Sopra offre una prospettiva unica sul celebre lago artificiale, uno degli invasi più suggestivi dell'Appennino tosco-romagnolo. L'avventura inizia attraversando la sommità della diga di Ridracoli, offrendo una visione imponente della struttura e del paesaggio circostante. Il sentiero 231 si snoda tra boschi e radure, salendo fino al Rifugio Cà di Sopra (1014 m), un luogo ideale per una pausa rigenerante. La discesa tocca le località di Pratalino e I Tagli, attraversando un paesaggio che porta i segni del passato rurale della valle, con vecchi poderi abbandonati e muri diroccati che la vegetazione sta lentamente riconquistando. Questi scorci, insieme alle continue vedute sul lago, rendono l'itinerario un'esperienza indimenticabile, concludendosi con il rientro a Ridracoli.
Questi percorsi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi rappresentano un invito a riconnettersi con la natura e la storia, offrendo un'occasione unica per scoprire angoli nascosti e panorami mozzafiato. Ogni cammino è una promessa di avventura e scoperta, ideale per chi cerca un'evasione dalla routine quotidiana e desidera immergersi nella tranquillità e nella bellezza dell'Appennino.